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Concimazione di fondo: cos’è, quando farla e quali concimi utilizzare

Prima ancora di pensare alla nutrizione della coltura durante il suo sviluppo, è importante creare nel terreno le condizioni adatte alla crescita delle radici e alla disponibilità degli elementi nutritivi.

È questo il principio alla base della concimazione di fondo: preparare il suolo prima dell’avvio della coltura e costruire una base di fertilità sulla quale impostare il successivo ciclo produttivo.

In termini semplici, è l’intervento con cui si prepara e si concima il terreno prima della semina o del trapianto, oppure prima della realizzazione di un nuovo impianto.

Quando va effettuata? Quale concime di fondo scegliere? E perché la sostanza organica e le caratteristiche del terreno possono fare la differenza nell’efficienza della nutrizione?

La risposta dipende dalla coltura, dal suolo e dagli obiettivi produttivi. Una corretta concimazione di fondo non dovrebbe quindi partire da dosaggi standard, ma dalla conoscenza delle reali esigenze agronomiche.

Cos’è la concimazione di fondo?

La concimazione di fondo è l’intervento attraverso il quale vengono apportati al terreno elementi nutritivi e, quando necessario, sostanza organica prima dell’inizio di una nuova fase produttiva.

Nelle colture orticole viene generalmente effettuata durante la preparazione del terreno, prima della semina o del trapianto. Nel caso di nuovi vigneti, frutteti, oliveti o altri impianti arborei può invece rientrare negli interventi eseguiti prima della messa a dimora delle piante.

L’obiettivo non è soltanto apportare nutrienti, ma creare nel suolo condizioni favorevoli allo sviluppo dell’apparato radicale e all’utilizzazione degli elementi nutritivi da parte della coltura.

La concimazione di fondo costituisce quindi la base sulla quale potranno essere impostati gli interventi successivi, come la concimazione di copertura o la fertirrigazione.

Prima di concimare: conoscere il terreno

Non esiste un concime di fondo adatto indistintamente a ogni terreno e a ogni coltura.

Per impostare correttamente la fertilizzazione è importante conoscere le caratteristiche del suolo. L’analisi del terreno permette di valutare parametri come pH, tessitura, dotazione di sostanza organica e disponibilità dei principali elementi nutritivi.

Queste informazioni aiutano a comprendere quali apporti siano realmente necessari e a evitare sia carenze sia distribuzioni eccessive o poco efficienti.

Anche terreni destinati alla stessa coltura possono presentare caratteristiche molto differenti. Per questo formulazione, quantità e modalità di distribuzione dovrebbero essere inserite in un piano di concimazione coerente con la situazione reale dell’appezzamento.

Sostanza organica: costruire la fertilità del terreno nel tempo

Quando parliamo di fertilità del terreno, non dobbiamo considerare soltanto la disponibilità di azoto, fosforo e potassio.

La sostanza organica contribuisce alla struttura e alla porosità del suolo, alla capacità di trattenere acqua ed elementi nutritivi, alla capacità di scambio cationico e all’attività biologica.

Sono tutti fattori che influenzano l’ambiente nel quale si sviluppano le radici e, di conseguenza, l’efficienza della nutrizione.

Per questo uno degli obiettivi delle strategie Idealfert è favorire nel tempo il mantenimento e il miglioramento della dotazione di sostanza organica del terreno.

Non si tratta però di un risultato ottenibile con una singola concimazione. La fertilità organica si costruisce progressivamente, anno dopo anno, attraverso una gestione costante del suolo, apporti adeguati di matrici organiche e pratiche agronomiche coerenti con le caratteristiche del terreno e della coltura.

Due terreni, la stessa concimazione: il risultato sarà uguale?

Per comprenderne l’importanza possiamo confrontare due terreni sottoposti allo stesso apporto di fertilizzante, ma con una dotazione di sostanza organica di partenza molto differente.

Il primo presenta un contenuto di sostanza organica pari a 10 g/kg, circa l’1%.

Il secondo presenta invece un contenuto pari a 25 g/kg, circa il 2,5%.

Distribuiamo la stessa quantità di fertilizzante.

Possiamo aspettarci la stessa efficienza nutrizionale?

Non necessariamente.

Stessa concimazione, diversa efficienza di assorbimento: confronto tra un suolo con sostanza organica all’1% e un suolo al 2,5%.

Il confronto è esplicativo. L’effettiva disponibilità e l’assorbimento degli elementi nutritivi dipendono da numerosi fattori: tessitura, pH, capacità di scambio cationico, disponibilità idrica, temperatura, sviluppo dell’apparato radicale, coltura e caratteristiche del fertilizzante.

Un terreno con una maggiore dotazione di sostanza organica presenta generalmente condizioni più favorevoli per trattenere acqua e nutrienti, sostenere l’attività biologica, mantenere una struttura favorevole e permettere alle radici di esplorare efficacemente il volume di terreno.

Di conseguenza, a parità di concimazione, un terreno con una buona dotazione di sostanza organica può mettere la coltura nelle condizioni di intercettare e utilizzare più efficacemente i nutrienti disponibili.

La concimazione va quindi considerata all’interno del più ampio sistema suolo-radice, non come una semplice distribuzione di nutrienti.

Quando fare la concimazione di fondo?

Il periodo nel quale effettuare la concimazione di fondo dipende innanzitutto dalla coltura.

Pre-semina e pre-trapianto nelle colture orticole

Per le colture orticole la concimazione pre-semina o pre-trapianto viene generalmente eseguita durante la preparazione del terreno.

È in questa fase che si costruisce la base nutrizionale sulla quale potranno essere impostati successivamente gli interventi di copertura o fertirrigazione.

Chi si chiede quando concimare il terreno prima di seminare o trapiantare deve quindi considerare non soltanto il calendario della coltura, ma anche il tipo di fertilizzante utilizzato, le caratteristiche del suolo e il programma nutrizionale complessivo.

Concimazione di fondo nei nuovi impianti arborei

Per vigneti, frutteti, oliveti e altre colture arboree è importante distinguere la concimazione di fondo, effettuata durante la preparazione del terreno per un nuovo impianto, dalla fertilizzazione programmata negli anni successivi.

Negli impianti già produttivi, dopo la raccolta e durante il periodo autunnale, la gestione nutrizionale può contribuire a reintegrare parte degli elementi asportati e a favorire l’accumulo di riserve negli organi permanenti, importanti nelle prime fasi della ripresa vegetativa.

Questa fase rientra nella concimazione post-raccolta e deve essere impostata sulla reale situazione del terreno e della coltura, evitando apporti standardizzati.

Supportare il sistema suolo-radice

In alcune strategie agronomiche può essere utile affiancare alla nutrizione prodotti ad azione specifica rivolti alla funzionalità del sistema suolo-radice.

MICOTEK START F, grazie alla presenza di funghi micorrizici e di una matrice organica biofermentata, favorisce l’interazione tra apparato radicale e terreno e una migliore utilizzazione di acqua ed elementi nutritivi.

Quale concime di fondo scegliere?

La scelta dipende innanzitutto dalle caratteristiche del terreno e dalle esigenze della coltura.

In queste situazioni può essere strategico affiancare alla nutrizione minerale matrici organiche e sostanze umiche, lavorando contemporaneamente sulle esigenze della coltura e sulla fertilità del terreno. L’obiettivo non è intervenire soltanto per la produzione dell’anno, ma contribuire a migliorare progressivamente il terreno nel quale si produrrà negli anni successivi.

A seconda della situazione si può ricorrere a concimi organici, concimi organo-minerali o altre formulazioni specifiche, caratterizzate da differenti rapporti tra elementi nutritivi e da una diversa componente organica.

Non è quindi sufficiente guardare soltanto al titolo di azoto, fosforo e potassio: bisogna considerare insieme caratteristiche del suolo, coltura, momento di applicazione e obiettivo della concimazione.

I concimi organici possono contribuire contemporaneamente all’apporto nutrizionale e alla gestione della sostanza organica del terreno.

I concimi organo-minerali integrano invece una componente organica con elementi nutritivi di origine minerale, offrendo formulazioni differenti in funzione delle necessità agronomiche.

Idealfert dispone di una gamma completa di concimi di fondo, con formulazioni studiate per differenti colture e condizioni del terreno.

Soluzioni Idealfert per la concimazione di fondo

La formulazione più adatta deve essere scelta sulla base delle caratteristiche del terreno, della coltura e degli obiettivi produttivi.

La gamma Idealfert comprende soluzioni con differenti equilibri nutrizionali e formulazioni organiche e organo-minerali, che permettono di individuare il prodotto più adatto in funzione delle esigenze della coltura e delle caratteristiche del terreno.

I tecnici Idealfert supportano le aziende nella scelta della soluzione più appropriata, valutando caratteristiche pedoclimatiche, pH, dotazione del terreno e obiettivi produttivi.

La scelta non dovrebbe quindi basarsi sulla ricerca di un prodotto universalmente migliore, ma sull’individuazione della soluzione più adatta a una determinata combinazione di terreno, coltura e obiettivo produttivo.

Costruire la fertilità del terreno nel tempo

La concimazione di fondo non dovrebbe essere considerata un intervento isolato.

Il terreno è una componente fondamentale del sistema produttivo e la sua fertilità deve essere costruita e gestita nel tempo.

L’obiettivo di Idealfert è accompagnare negli anni i terreni verso una maggiore dotazione di sostanza organica, attraverso strategie nutrizionali costruite sulle caratteristiche del suolo e sulle esigenze delle colture, aumentando l’efficienza nell’impiego degli elementi nutritivi e riducendo perdite e sprechi.

Non si cerca quindi un aumento immediato e forzato della sostanza organica, ma un percorso graduale, misurabile e sostenibile nel tempo.

L’analisi periodica del terreno permette di verificare questa evoluzione e di adattare progressivamente la strategia di concimazione.

Conoscere il terreno, scegliere la formulazione adatta e intervenire nel momento corretto sono quindi tre elementi fondamentali per impostare una concimazione di fondo più precisa, efficiente e coerente con gli obiettivi produttivi.

Domande frequenti sulla concimazione di fondo

Quando bisogna concimare il terreno prima della semina?

Il momento dipende dalla coltura, dal tipo di concime e dalle caratteristiche del terreno. Nelle colture orticole la concimazione di fondo viene normalmente inserita nella preparazione del suolo che precede la semina o il trapianto. Tempi e quantità devono comunque essere stabiliti in funzione del programma di fertilizzazione.

Quale concime usare per la concimazione di fondo?

Non esiste una formulazione valida per tutte le situazioni. La scelta tra concime organico, organo-minerale o altre tipologie dipende dalla dotazione del terreno, dalla coltura e dagli elementi nutritivi necessari. L’analisi del terreno rappresenta quindi un importante punto di partenza.

Concimazione pre-semina e concimazione di fondo sono la stessa cosa?

La concimazione pre-semina può rappresentare la concimazione di fondo di una coltura quando viene effettuata durante la preparazione del terreno prima della semina. Il concetto di concimazione di fondo è però più ampio e può comprendere anche interventi pre-trapianto o eseguiti prima della realizzazione di un nuovo impianto.

Come capire quanto concime serve?

La quantità non dovrebbe essere stabilita attraverso una dose standard valida per qualsiasi terreno. Dipende dalla coltura, dalla formulazione utilizzata, dalla fertilità del suolo e dalla disponibilità degli elementi nutritivi. L’analisi del terreno e le indicazioni tecniche del prodotto permettono di impostare una concimazione più precisa ed efficiente.

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